Mi piace: Vertigine della lista, l’ultimo saggio di Umberto Eco. Questo blog, che proprio a una lista si ispira, non può non citare il libro in cui si dimostra come “la storia della letteratura di tutti i tempi sia infinitamente ricca di liste. Elenchi stesi per il gusto stesso dell’enumerazione, per la loro cantabilità o, ancora, per il piacere vertiginoso di riunire elementi privi di rapporto specifico”.
E’ proprio questo il bello delle liste. La giustapposizione illogica di una serie di fattori appartenenti a diversi campi semantici. L’accostamento immotivato, sottoforma di parole, di ricordi, immagini, persone, luoghi, momenti, quadri, melodie, suoni, film, odori, animali, cibi. L’accumulo di componenti che non potrebbero mai stare in uno stesso discorso perché non legate da relazioni coerenti. Eppure, proprio perché composita, la lista rappresenta uno spaccato fenomenale di una persona. La sequenza degli elementi ne tratteggia i gusti, ne rivela le sensibilità, ne suggerisce il carattere.
Non mi piace: il prezzo, il peso e la dimensione. L’ultimo saggio di Umberto Eco costa 39 euro. Passi, è stampato in pregiatissima carta patinata per far risaltare la miriade di immagini che contiene. Il problema è che pesa non meno di due chili e ha un formato simile ai cataloghi delle mostre. Perciò non può essere sfogliato fuori casa, non può essere appoggiato sulle ginocchia, non può essere trasportato al parco o in metropolitana o in aereo o in treno. Insomma è un libro da scaffale. Da meditazione domestica. Da bibliofilo, come piace al suo autore e meno alla sottoscritta.