
Commenti elettorali
6 aprile 2010
Mi piace: sLega il Veneto, lo slogan elettorale di Antonio De Poli, candidato Udc alla presidenza della regione. L’idea era carina, linguisticamente parlando perlomeno. Ma, com’era prevedibile, mai appello fu lanciato nel vuoto più di questo. Il Veneto è impossibile da sLegare. La domanda è: perché?
Non mi piace: la risposta superficiale che molti danno a questo quesito. La tentazione di spiegare quel 35,15% di voti ottenuto dalla Lega in Veneto con la facile equazione leghista = contadino ignorante è davvero diffusa. Ci è incappato anche un quotidiano come Repubblica, che nell’articolo di martedì 30 marzo a firma di Roberto Bianchin sembra suggerire l’immagine di un Veneto fatto di stalle, osterie e fabbrichette. L’inferenza che si è portati a fare è che la regione sia abitata da buzzurri incivili che votano il Carroccio per insufficienza di neuroni. Purtroppo, però, il binomio leghista/beota non vale più. In Veneto votano Lega fior fior di commercialisti, avvocati, professori universitari, insegnanti. Oltre a fior fior di operai, che un tempo votavano a sinistra. Forse sarebbe il caso di smetterla di liquidare il fenomeno Lega con l’immagine del coltivatore ottuso che mette una croce dove legge Padania. Perché, certo, una simile associazione è facile e immediata. Ma non spiega nulla, anzi sottovaluta la realtà.
Bellissimo post!
confermo cara. Oggi pensavo giusto a questa considerazione mentre leggevo il bellissimo “Viaggio in Italia” di Guido Piovene. quello sì che racconta i luoghi, non come quel pirla che parla di “stalle e fabbrichette” su Repubblica
grazie ire, soprattutto per aver ravvivato il mio blog, dal quale latito da un mese!!
Brava, ed è anche vero che in questo modo non si costruisce un’alternativa.
Prima mi dai dell’ignorante poi mi chiedi il voto? Be’ allora sei condannato a perdere.
Ciao
Zeno