Archivio per la categoria ‘Cibo’

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Treviso, sempre in gennaio

22 gennaio 2010

Mi piace: Treviso, borgo medievale baciato dal Sile. Nonostante la mia venetudine non ci ero mai stata. Strano, evidentemente non sono mai andata a vedere una delle tante mostre allestite nella Casa  dei Carraresi. Ah, nota di merito al radicchio trevigiano, dolce e polposo. Perfetto per condire il risotto, ma anche crudo in insalata. Un ammonimento: se vi spacciano per trevigiano un radicchio dalla forma allungata e poi scoprite che è amaro, vi hanno fregato. E’ un qualsiasi radicchio precoce. Grazie ad Alessio per la dritta. Grazie a Valentina per l’ospitalità, a Gabriella per la cucina meravigliosa e ad Alex per la casa-design. Ad Eleonora, grazie per la conversione da astemia a bevitrice di spritz!

Non mi piace: le famigliole trevigiane che mettono il Moncler ai bambini di tre anni. Per carità, niente contro il Moncler, anzi ne vorrei tanto uno. Però io di anni ne ho 25 e non crescerò più.

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Mantova in gennaio

8 gennaio 2010

Mi piace: il centro storico di Mantova, che riesce a non sembrare affollato nonostante il periodo dei saldi. La città, anche se gremita, conserva l’ordine e l’eleganza del salotto rinascimentale. Saranno i portici, gli antichi palazzi, le vie ciottolate, il lungo Mincio avvolto dalla foschia invernale, l’erba curata, le panchine verniciate da poco e la pista ciclabile, il freddo che ovatta e attutisce. Sarà tutto questo a fare di Mantova un borgo-gioiello con un’aura d’antan.

Non mi piace: i tortelli alla zucca mantovani. Il ripieno a base di amaretti e mostarda – mantovana anche quella, con mele e senape – li rende troppo dolci. Persino stomachevoli. Preferisco la variante ferrarese con sola zucca.

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Al pub come in salotto

29 dicembre 2009

Mi piace: l’ultima trovata del trentenne che gestisce il pub del mio paese. Stavolta si è inventato il modo per tenere aperto l’ampio dehors che si affaccia sulla piazza nonostante il gelo. Un plaid col logo del locale, concesso in prestito agli avventori infreddoliti che decidono di sedersi all’esterno per non stare in piedi (il posto è sempre pieno). Cauzione: 5 euro. Basta consegnarlo senza macchie o bruciature di sigaretta e l’investimento viene restituito a fine serata. La genialità dell’ovvio.

Non mi piace: lo stesso gestore si è inventato il vin brûlé analcolico. Una specie di succo di mela caldo al gusto di cannella. Disapprovo: il vin brûlé o è a base di vino, o bisogna chiamarlo in un altro modo.

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