Mi piace: Mine Vaganti. Per una volta con Ferzan Ozpetek si ride. Nessun lutto straziante alla Saturno Contro. Nessuna storia d’amore tormentata alla Finestra di fronte. Nessuna scoperta postuma alla Fate ignoranti. Solo, il ritratto di una famiglia del Sud alle prese con il coming out dei figli, entrambi gay. Ma stavolta il tema dell’omosessualità è un pretesto per tratteggiare un affresco di caratteri, modi di pensare, stili di vita. Ed è così che padri, madri, zie, domestiche, amici diventano i veri protagonisti di una storia corale, finalmente divertente.
Non mi piace: Riccardo Scamarcio. La parte del gay non gli riesce proprio. Il ragazzo sprizza testosterone da tutti pori, non è in grado di guardare la protagonista femminile – un’eccellente Nicole Grimaudo - senza pensare “adesso ti porto a letto”. Già la prima volta che la vede se la mangia con gli occhi, e a nulla serve il bacio omo con l’attore che nel film interpreta il suo fidanzato. Insomma, Scamarcio checca non è credibile. Lo è di più, invece, Alessandro Preziosi. Grazie all’impostazione della voce e alla gestualità che gli vengono dalla formazione teatrale, in questo film ha dato ottima prova di versatilità.








