Mi piacciono: le liste e gli elenchi. Oltre a Roland Barthes, il Maestro che ha dato il nome a questo blog, c’è un’altra Maestra che un giorno ha fatto una lista delle sue preferenze. Al solito, in modo inarrivabile.
Possibilità
Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare che l’intelletto ha colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlare d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni
giorno.
Preferisco i moralisti, che non mi promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco una terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le pagine dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari perché io li ho scuri.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato a molte pure
qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità che l’essere abbia
una sua ragione.
Wisława Szymborska
Non mi piace: quando rileggo questa poesia non c’è nulla che non mi piaccia.
