Archivio per la categoria ‘Libri’

h1

A scoppio ritardato

26 gennaio 2010

Mi piace: il caso letterario della scorsa estate. Zia Mame di Patrick Dennis, alias Edward Everett Tanner III. Qualcuno dice che sia stato sopravvalutato. Può essere, succede alla maggior parte dei casi letterari. Qualche critico ne parla bene, ed ecco che in un attimo si innesca il meccanismo del risparmio cognitivo, tipicamente estivo: il lettore non ha voglia di cercare cosa sfogliare sotto l’ombrellone, si fida della recensione, compra il libro di cui tutti parlano. Lo trova divertente, lo consiglia agli amici, lo regala ai parenti, sistema in una volta sola i compleanni di almeno cinque conoscenti facendo la figura di quello up-to-date che non se ne lascia scappare una. Aggiungiamoci un po’ di sapiente marketing editoriale e il gioco è fatto. Comunque, gonfiato o meno, Zia Mame è proprio un libro carino. Ironico, sagace, tagliente. E attualissimo, nonostante sia stato scritto nel 1955.

Non mi piace: averlo letto con sei mesi di ritardo. O meglio, con 55 anni di ritardo.

h1

Vertigo

26 gennaio 2010

Mi piace: Vertigine della lista, l’ultimo saggio di Umberto Eco. Questo blog, che proprio a una lista si ispira, non può non citare il libro in cui si dimostra come “la storia della letteratura di tutti i tempi sia infinitamente ricca di liste. Elenchi stesi per il gusto stesso dell’enumerazione, per la loro cantabilità o, ancora, per il piacere vertiginoso di riunire elementi privi di rapporto specifico”.

E’ proprio questo il bello delle liste. La giustapposizione illogica di una serie di fattori appartenenti a diversi campi semantici. L’accostamento immotivato, sottoforma di parole, di ricordi, immagini, persone, luoghi, momenti, quadri, melodie, suoni, film, odori, animali, cibi. L’accumulo di componenti che non potrebbero mai stare in uno stesso discorso perché non legate da relazioni coerenti. Eppure, proprio perché composita, la lista rappresenta uno spaccato fenomenale di una persona. La sequenza degli elementi ne tratteggia i gusti, ne rivela le sensibilità, ne suggerisce il carattere.

Non mi piace: il prezzo, il peso e la dimensione. L’ultimo saggio di Umberto Eco costa 39 euro. Passi, è stampato in pregiatissima carta patinata per far risaltare la miriade di immagini che contiene. Il problema è che pesa non meno di due chili e ha un formato simile ai cataloghi delle mostre. Perciò non può essere sfogliato fuori casa, non può essere appoggiato sulle ginocchia, non può essere trasportato al parco o in metropolitana o in aereo o in treno. Insomma è un libro da scaffale. Da meditazione domestica. Da bibliofilo, come piace al suo autore e meno alla sottoscritta.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.