Archivio per la categoria ‘Persone’

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Il mondo alla rovescia

6 maggio 2010

A un mese esatto dall’ultimo post, torno con una citazione. Agghiacciante.

La madre Anna, felice, le infila un cubetto di ghiaccio nella scollatura. La festa è solo all’inizio.

Stiamo parlando del party per i 19 anni di Noemi Letizia a Milano. Non avrei voluto essere nei panni della giornalista di Corriere.it  che ha assistito allo spettacolo.

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Lady Oscar

10 marzo 2010

Mi piace: Lady Oscar, alias Kathryn Bigelow. Per fortuna quest’anno l’Academy non ha premiato il solito film sbanca-botteghini (nella fattispecie Avatar) prediligendo una pellicola, The Hurt Locker, che mette il dito sulla piaga aperta d’America, la guerra in Iraq. Ovviamente non nascondo la mia gioia per il primo premio alla regia assegnato a una donna. Finalmente.

 

Non mi piace: James Cameron, che finge di complimentarsi con l’ex moglie quando in realtà è chiaro che rosica da morire. La foto qui accanto è eloquente: il gesto “ti strozzo” è un evidente atto mancato freudiano.

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Riso amaro

28 febbraio 2010

Mi piace: Antonio Albanese, sempre straordinario nei suoi personaggi a Che tempo che fa. Ieri sera, nei panni dell’onorevole Cetto Laqualunque, è entrato sul palco del programma di Fazio al fianco di due discinte signorine, “la mia protezione civile”. A ritmo di disco music, ha presentato il suo ultimo slogan: “Egalité, fraternité, intimité”. Un genio. “Staseramente sono qui per fare un annuncio a tutte le giovani che vogliono entrare in questo mondo: sotto la terza di reggiseno non è vera passione politica”. In tempi di Nicole Minetti è difficile contraddirlo.

Ma un comico del suo calibro non poteva fermarsi alle facili ironie su velinopoli. E infatti ecco la ciliegina: la sfilata dei disoccupati. C’è il cassaintegrato, che “sta andando a ruba se no non mangia”. La ragazza madre, che non sapendo a chi affidare la figlia resta a casa senza lavoro, “pensa che creatività”. Il muratore in nero, “molto workfashion, te lo porti a casa per pane e cipolla”. La coppia di licenziati che si volevano sposare ma “dormono accampati sul tetto della fabbrica, pensa che aggressività streetwear”. Il disoccupato storico “dalla comunione alla pensione senza lavorare un giorno, un modello inossidabile, molto leisure, tempo libero. Non sai quanti ne stiamo vendendo, è il futuro”. Ma non finisce qui la Collezione primavera estate 2010 dei senza lavoro: “i modelli sono già 2 milioni e mezzo, la moda italiana spopola e il mondo ci guarda con ammirazione”. Antonio Albanese, il vate del riso amaro.

Non mi piace: lo scarso spazio concesso a Filippa Lagerback. La ragazza meriterebbe di più: è una delle poche vallette vestite e acconciate in modo sobrio. Nonostante il passaporto svedese, è in grado di infilare una frase corretta in italiano. Capacità non pervenuta nel curriculum di tante sue colleghe latinoamericane, che data la contiguità del ceppo linguistico dovrebbero fare meno fatica di lei a imparare l’idioma di Dante.

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L’acqua tiepida di Alberoni

8 febbraio 2010

Mi piacePubblico&Privato, la rubrica di Francesco Alberoni sul Corriere di oggi. Sono la prima ad essere stupita, ma la perla odierna del grande sociologo mi è sembrata meno ovvia e scontata del solito. Finalmente ha accantonato i suoi ammonimenti sull’annoso conflitto tra sesso e amore e sui problemi latenti delle coppie moderne per parlare di un argomento sempre stranoto, l’ Italia dei piccoli poteri, in modo però azzeccato. E soprattutto costruttivo. Non ha solo descritto il comportamento infimo dei piccoli funzionari che vivono il lavoro pubblico come un privilegio senza oneri, mettendo il prestigio personale davanti ai bisogni dei cittadini. Ha anche ricordato che il paese va comunque avanti, perchè un gruppo di pochi virtuosi fa quello che dovrebbero fare gli altri.  Questa postilla di senso civico mi ha messo di buonumore. Diciamo che stavolta il buon Francesco ha scoperto l’acqua tiepida, non quella calda.

Non mi piace: l’indolenza del buon Francesco, che potrebbe fare di più. Non so, un po’ di ironia, un po’ di verve.

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Treviso, sempre in gennaio

22 gennaio 2010

Mi piace: Treviso, borgo medievale baciato dal Sile. Nonostante la mia venetudine non ci ero mai stata. Strano, evidentemente non sono mai andata a vedere una delle tante mostre allestite nella Casa  dei Carraresi. Ah, nota di merito al radicchio trevigiano, dolce e polposo. Perfetto per condire il risotto, ma anche crudo in insalata. Un ammonimento: se vi spacciano per trevigiano un radicchio dalla forma allungata e poi scoprite che è amaro, vi hanno fregato. E’ un qualsiasi radicchio precoce. Grazie ad Alessio per la dritta. Grazie a Valentina per l’ospitalità, a Gabriella per la cucina meravigliosa e ad Alex per la casa-design. Ad Eleonora, grazie per la conversione da astemia a bevitrice di spritz!

Non mi piace: le famigliole trevigiane che mettono il Moncler ai bambini di tre anni. Per carità, niente contro il Moncler, anzi ne vorrei tanto uno. Però io di anni ne ho 25 e non crescerò più.

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L’uomo nero

22 gennaio 2010

Mi piace: L’uomo nero, seconda prova di regia di Sergio Rubini. La prima, Colpo d’occhio, mi era piaciuta con riserva. In entrambe le pellicole è l’arte, anzi l’ossessione per l’arte, a fare da perno della storia. Ma se in Colpo d’occhio prevale l’intreccio amoroso, passionale, talvolta affettato, ne L’uomo nero lo sguardo narrante del protagonista bambino rende il racconto più delicato e autentico. Il piccolo Guido Giaquinto interpreta Gabriele Rossetti, figlio del capostazione Ernesto (Rubini) e dell’insegnante Franca (Valeria Golino). In questa famiglia pugliese anni ’60, di estrazione media, la vita scorre serena. Non fosse per le velleità artistiche del capofamiglia, pittore per diletto. Che si mette in testa di organizzare una sua mostra personale in paese. Il pezzo forte: una copia dell’Autoritratto con la bombetta di Paul Cézanne. Stroncato dal critico d’arte locale, Rubini esce di senno, rovina la festa di compleanno del figlio, litiga con parenti e amici. Gabriele cresce con l’idea di non voler assomigliare per nessun motivo a suo padre.

Oltre alla bellissima storia, anche il cast è eccellente: spicca una Valeria Golino intensissima, che regala al suo personaggio i gesti, gli sguardi, le preoccupazioni di una mamma amorevole e di una moglie innamorata nonostante le stranezze del marito. Niente male nemmeno Riccardo Scamarcio, protagonista in Colpo d’occhio e qui comprimario, che interpreta un simpatico zio pelandrone e rubacuori. Rubini bravo, anche se sempre uguale a se stesso. Straordinario, invece, Guido Giaquinto nel ruolo del bimbo protagonista, che da adulto, con il volto di Fabrizio Gifuni, ripercorrerà la storia della sua famiglia riconciliandosi con il ricordo del padre.

Non mi piace: l’interpretazione di Anna Falchi. Poveretta, ci ha provato a fare l’accento romagnolo. Non ci è neanche riuscita male. Ma con una collega come Valeria Golino a farle da controparte femminile, non poteva che essere inghiottita dall’abisso di bravura che le separa.

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Good news

13 gennaio 2010

Mi piace: la semplicità disarmante del tassista che a New York ha restituito 13mila euro a una turista rifiutando la ricompensa. “Quando avevo 5 anni mia mamma mi disse: sii onesto e lavora sodo, e salirai di livello”. Mukul Asaduzzaman, originario del Bangladesh, è sicuramente un ragazzo obbediente. Quando nel suo taxi ha trovato una borsa con tutti quei soldi ha fatto esattamente quello che gli aveva insegnato sua madre. Ha preso l’indirizzo della proprietaria, un’italiana di 72 anni, ha guidato per 80 km e l’ha raggiunta a casa sua. Non l’ha trovata subito, ha lasciato un biglietto ed è tornato più tardi. Quando lei, incredula, gli ha offerto una ricompensa lui deve averla guardata in modo interrogativo, come a chiederle: “E perchè mai?’”. Mukul studia Medicina, fa il tassista per arrotondare. Credo proprio che diventerà un bravo medico.

Non mi piace: che a me una cosa del genere non sia mai successa. L’unico oggetto che ho lasciato incustodito, una giacca di pelle in un locale milanese, non è mai più tornato indietro….. 

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Debiti

30 dicembre 2009

Mi piace: la riconoscenza. Tra i Maestri che hanno ispirato questo blog c’è Rita Chiappini, poliedrica docente di Lettere che ormai cinque anni fa ha dato vita a un laboratorio di scrittura davvero speciale.

Non mi piace: l’ingratitudine.

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Al pub come in salotto

29 dicembre 2009

Mi piace: l’ultima trovata del trentenne che gestisce il pub del mio paese. Stavolta si è inventato il modo per tenere aperto l’ampio dehors che si affaccia sulla piazza nonostante il gelo. Un plaid col logo del locale, concesso in prestito agli avventori infreddoliti che decidono di sedersi all’esterno per non stare in piedi (il posto è sempre pieno). Cauzione: 5 euro. Basta consegnarlo senza macchie o bruciature di sigaretta e l’investimento viene restituito a fine serata. La genialità dell’ovvio.

Non mi piace: lo stesso gestore si è inventato il vin brûlé analcolico. Una specie di succo di mela caldo al gusto di cannella. Disapprovo: il vin brûlé o è a base di vino, o bisogna chiamarlo in un altro modo.

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